programmi ministeriali degli Istituti tecnici commerciali:PROGETTO I.G.E.A.
Programmi di insegnamento e orari vigenti nel quinquennio degli Istituti tecnici commerciali ad indirizzo giuridico-economico-aziendale. Decreto Ministeriale 31 gennaio 1996  n. 122

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PREMESSA

PREMESSA AI PROGRAMMI

PROGETTO IGEA  

AREA DI PROGETTO

PROFILO PROFESSIONALE

QUADRO ORARIO BIENNIO IGEA

QUADRO ORARIO TRIENNIO IGEA

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA BIENNIO

LINGUA E LETTERE ITALIANE TRIENNIO

STORIA BIENNIO

STORIA TRIENNIO

LINGUE STRANIERE

MATEMATICA E LABORATORIO BIENNIO

MATEMATICA E LABORATORIO TRIENNIO

SCIENZA DELLA MATERIA E LABORATORIO

SCIENZA DELLA NATURA

GEOGRAFIA ECONOMICA

ECONOMIA AZIENDALE BIENNIO

ECONOMIA AZIENDALE TRIENNIO

DIRITTO ECONOMIA POLITICA SCIENZA DELLE FINANZE

TRATTAMENTO TESTI E DATI

EDUCAZIONE FISICA BIENNIO

EDUCAZIONE FISICA TRIENNIO

 

 

 

 

PREMESSA

 

 

Dalla necessità di rispondere alle nuove esigenze formative che si richiedono oggi alle figure del ragioniere e del perito commercialista, soprattutto tenendo conto delle profonde trasformazioni intervenute nella realtà sociale ed economica italiana e europea, ha preso forma un progetto organico di riforma dei percorsi e degli obbiettivi adottati dall'istituzione scolastica nell'ambito della formazione professionale. Dopo anni di sperimentazioni, si è così giunti alla soppressione dei vecchi programmi d'insegnamento per questa tipologia di studi, programmi considerati ormai inadeguati all'attuale mondo del lavoro: a decorrere dall'anno scolastico 1996/1997, i programmi scolastici per gli istituti tecnici commerciali ad indirizzi amministrativo, mercantile, commercio con l'estero, amministrazione industriale, di cui al decreto del presidente della Repubblica 30-9-1961, n,1222, integrato dai decreti ministeriali 20-2-1965 e 15-5-1968, non sono più in vigore.
Con decreto ministeriale del 31 gennaio 1996 n,122, sono stati, infatti, istituzionalizzati piani di studio, quadri orario e programmi di insegnamento previsti dal progetto sperimentale IGEA ormai da anni largamente attuato negli I.T.C.

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PREMESSA AI PROGRAMMI

 

In conseguenza dei profondi e dinamici cambiamenti intervenuti nella realtà economico-sociale è già da tempo evidente che il curricolo di studio dell'indirizzo per «ragioniere e perito commerciale» degli I.T.C. non risponde più né alle esigenze del mondo del lavoro né alle aspettative della società più in generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze e abilità nuove.
Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo curricolo sono molteplici ed in sintesi riguardano:

Alla luce di tutto ciò, si è strutturato un curricolo che, in linea con le indicazioni espresse dalle istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal sistema produttivo, ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in contesti aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti mutamenti tecnologici ed organizzativi.

 

PROGETTO IGEA  

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Per ottenere la figura professionale delineata è stato totalmente ristrutturato l'intero quinquennio e le principali innovazioni riguardano:

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi e pertanto si suggerisce di:

I programmi di insegnamento, preceduti da avvertenze concernenti le finalità, le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, sono formulati in modo da lasciare spazio alla programmazione dei singoli Consigli di classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni. Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi, le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare, ecc., possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni in grado di fornire indicazioni utili per correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale.

Tale cooperazione sarà resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in aziende, stage, ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro.

Per realizzare tutto ciò i Capi d'Istituto organizzeranno opportuni incontri fra i docenti per programmare l'attività didattica con riunioni che si svolgeranno prima e durante l'anno scolastico (almeno mensilmente utilizzando parte delle ore previste per le attività non di insegnamento).
Solo così, infatti, sarà possibile definire gli obiettivi comuni, analizzare i contenuti da privilegiare, concordare una metodologia coerente, verificare l'andamento dei risultati, misurare e valutare gli esiti. In altri termini, svolgere quella proficua azione di programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di sistematicità e di efficacia.

VERIFICA E VALUTAZIONE

La verifica ha lo scopo di:

Considerato che la metodologia suggerita si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento diagnostico ai finì della modifica in itinere del processo di insegnamento/apprendimento, è
indispensabile effettuare anche la valutazione formativa che non è utilizzata per la classificazione di profitto degli studenti, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero. É bene che tale verifica avvenga al termine di ciascuna unità didattica o dopo
lo svolgimento di una sua parte significativa.
La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed utilizza strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove scritte strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il raggiungimento dei diversi obiettivi prefissati. Per contenere la soggettività della valutazione delle prove non strutturate (alle quali non si deve in alcun caso rinunciare perché sono le sole che consentono di misurare obiettivi più elevati) è necessario predisporre apposite griglie.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi, concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Tali elementi devono essere oggetto di registrazione in itinere per evitare «effetti alone».

Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva, fissati in fase di programmazione dell'attività didattica.



AREA DI PROGETTO

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Il principio dell'unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare estesa ad alcune o a tutte le discipline.

Al di là di iniziative più limitate, realizzate da gruppi di docenti, occorre, pertanto, che nel corso del triennio siano attuati progetti di ricerca interdisciplinare, di ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo.

L'area di progetto va intesa come simulazione di situazioni reali e costituisce un valido strumento didattico non solo perché favorisce l'interiorizzazione delle conoscenze attraverso la loro applicazione, ma anche per la valenza formativa che deriva dall'imparare ad assolvere
un compito complesso, verificabile e finalizzato.

L'introduzione dell'area di progetto nel processo formativo può consentire allo studente di:

In modo più analitico, l'attuazione dell'aria di progetto, oltre agli obiettivi specifici delle materie direttamente coinvolte, consente di perseguire e di verificare importanti obiettivi trasversali quali:

Per la realizzazione dell'area di progetto, oltre a definire l'oggetto, l'articolazione della procedura e il tipo di prodotto atteso, occorre anche che venga posta particolare attenzione ai seguenti aspetti:

Tutti i docenti coinvolti, anche se in modo parziale, ed eventuali
esperti costituiscono il gruppo di progetto che designa al suo interno un coordinatore;

- l'indagine su comportamenti, bisogni, condizioni di vita;
- la ricerca scientifica o di mercato o di costume;
- la realizzazione di un prodotto (ad es.: procedura amministrativa automatizzata, opuscolo illustrativo di un'attività, gestione simulata di un'azienda, software per l'ottimizzazione delle giacenze di magazzino, lancio di un nuovo prodotto ecc.). I progetti di un certo impegno e complessità possono essere ripartiti fra due anni scolastici e suddivisi fra più gruppi di studenti anche provenienti da classi parallele o da indirizzi diversi, se ciò favorisce l'integrazione di competenze differenti ;

Le esperienze condotte in diverse scuole hanno messo in evidenza l'efficacia formativa di progetti svolti su committenza esterna, anche se questa modalità può verificarsi solo in un limitato numero di casi data la difficoltà a trovare committenti. Per cercare di favorire questo rapporto, è consigliabile che chi coordina l'iniziativa stabilisca molti contatti per ottenere commesse da aziende private o enti e si adoperi per ottenerle anche se si tratta di incarichi piuttosto semplici; in genere, il finalizzare il proprio operato a produrre qualcosa di utile e spendibile rende gli studenti più incentivati e rigorosi. Negli ultimi anni esempi significativi di committenza hanno riguardato la conduzione di indagini per conto di enti pubblici, la produzione di programmi software per la gestione di iniziative locali (mostre, fiere, convegni ecc.), lo sviluppo di attività culturali o di attività aziendali o turistiche.

Va ricordato infine che un'attività così innovativa come quella dell'area di progetto richiede anche la ridefinizione del ruolo del docente perché i suoi compiti e le sue funzioni cambiano profondamente. Quando opera per realizzare l'area di progetto, infatti, l'insegnante diventa il
coordinatore dell'iniziativa e costituisce una risorsa a disposizione degli studenti: non deve mai sostituirsi ad essi, né guidarli passo passo o assegnare loro compiti precisi e troppo parcellizzati.

Il ruolo principale del docente è, quindi, quello di aiutarli ad organizzarsi e in particolare egli deve:

Data la novità di questa azione didattica, la scarsa letteratura in merito e il differente modo con cui, di conseguenza, viene intesa, si ritiene utile dare qualche suggerimento su come organizzarla e valutarla.

A) Schema di procedura

La realizzazione del progetto deve prevedere una specifica dei passi da compiere e delle relative attività, cioè una vera e propria procedura che, opportunamente rappresentata e commentata, costituisce il tracciato a cui bisogna attenersi. Le esperienze fin qui condotte suggeriscono di suddividere il periodo corso in tre macrofasi articolate come nello schema qui riportato:

FASE

ATTIVITA'

SOGGETTI COINVOLTI

I
(di fattibilità)



Definizione dell'area

 

Consiglio di classe;
gruppo di progetto;
studenti.

Consiglio di classe;
gruppo di progetto;
studenti

Incontri eventuali con esterni anche per la ricerca di committenza

Elaborazione studio di fattibilità

Gruppi di studenti

II
(di produzione)

1. Individuazione degli strumenti

Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti

2. Definizione e distribuzione dei compiti

Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti

3. Specifica delle modalità di lavoro e dei tempi

4. Esecuzione del compito

Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti

  • stesura di rapporto intermedio;

  • presentazione e discussione;

Gruppi di studenti

  • eventuale ridefinizione dei punti da 1 a 3 e rielaborazione

Gruppi di studenti

5. Stesura del rapporto di fine produzione

Gruppi di studenti

Gruppo di progetto
+ studenti

Gruppi di studenti

III
(di valutazione e
presentazione)

Specifica delle modalità di validazione

Gruppo di progetto
+ studenti

Esecuzione della validazione

Gruppi di studenti

Analisi dei risultati

Gruppo di progetto
+ studenti

Eventuali modifiche

Produzione del rapporto finale e degli strumenti per la presentazione

Gruppi di studenti

Presentazione

Gruppi di studenti

Consiglio di classe
+ gruppo di progetto
+ studenti
+ eventuale pubblico

B) Criteri di valutazione

Il prodotto a cui ciascuna classe o gruppi di studenti perviene deve sempre dar luogo a due tipi di valutazione La prima riguarda il prodotto in quanto tale e viene svolta dal Consiglio di classe che deve tener conto di parametri quali la completezza, la complessità, la correttezza delle soluzioni, la loro originalità, la ricchezza della documentazione, il tipo di presentazione.

Il secondo tipo di valutazione riguarda gli studenti che hanno partecipato all'attività e compete ai docenti direttamente coinvolti che esprimono il loro giudizio in base alle capacità cognitive e comportamenti manifestati da ciascun allievo.

Gli indicatori da utilizzare potrebbero essere i seguenti:

ASPETTI COGNITIVI

  • Capacità di:

 

- organizzare il lavoro;
- proporre soluzioni originali;
- valutare realisticamente le soluzioni;
- ricorre a strumenti adeguati;
- realizzare le ipotesi;
- relazionare in modo corretto.


ASPETTI COMPORTAMENTALI

  • Capacità di:

 

- partecipare al lavoro in modo propositivo;
- impegnarsi nel portare a termine il compito;
- essere disponibile al confronto;
- ascoltare, chiedere ed esprimere il proprio pensiero;
- prendere decisioni;
- essere autonomi.

Le schede elaborate non solo devono essere utilizzate per la stesura del giudizio di ammissione all'esame di maturità, ma possono, insieme al progetto, far parte della documentazione da presentare alla commissione esaminatrice.


PROFILO PROFESSIONALE

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Il ragioniere, esperto in problemi di economia aziendale, oltre a una consistente cultura generale accompagnata da buone capacità linguistico-espressive e logico-interpretative, deve possedere conoscenze ampie e sistematiche dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il profilo economico, giuridico, organizzativo, contabile. In particolare egli deve essere in grado di analizzare i rapporti fra l'azienda e l'ambiente in cui opera per proporre soluzioni a problemi specifici.
Pertanto egli deve saper:

Egli, quindi, deve essere orientato a:

L'acquisizione di tali capacità gli derivano anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare.

 

QUADRO ORARIO BIENNIO IGEA

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Area comune

Classe di concorso

Materie di insegnamento

CL. I

CL. II

Prove di esame

 .

Religione-materia alternativa

1

1

 .

50/A

Italiano

5

5

S.O.

50/A

Storia

2

2

O.

46/A

Prima lingua straniera

3

 3

S.O.

47/A-48/A

Matematica e laboratorio

5

5

S.O.

13/A-38/A-60/A

Scienza della materia e lab.

4

4

O.P.

60/A

Scienze della natura

3

3

O.

19/A

Diritto ed economia

2

2

O.

29/A

Educazione fisica

2

2

P.O.

 .

Totale area comune

27

27

 .

 Area di indirizzo

Classe di concorso

Materie di insegnamento

CL. I

CL. II

Prove di esame

46/A

Seconda lingua straniera

 4

 4

S.O.

17/A

Economia aziendale

 2

 2

S.O.(*)

75/A

Trattamento testi e dati

 3

 3

P.

 .

Totale ore area indirizzo

 9

 9

 .

.

Totale ore

36

36

 .

(*) Il voto attribuito a tale materia, che scaturirà da diverse tipologie di prove (scritte, orali) sarà unico anche nelle valutazioni infra-annuali trimestre quadrimestre).

 

TRIENNIO  IGEA

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Classe di concorso

Materie di insegnamento

CL. III

CL. IV

CL. V

Prove di esame

 .

Religione-materia alternativa

1

1

1

 .

50/A

Italiano

3

3

3

S.O.

50/A

Storia

2

2

2

O.

46/A

Prima lingua straniera

3

3

3

S.O.

46/A

Seconda lingua straniera

3

3

3

S.O.

39/A

Geografia economica

3

2

3

O.

48/A

Matematica e laboratorio

4

4

3

S.O.

17/A

Economia aziendale e laboratorio

7

10

9

S.O.

19/A

Diritto

3

3

3

O.

19/A

Economia politica

3

2

 

O.

19/A

Scienza delle finanze

 .

.

3

O.

29/A

Educazione fisica

2

2

2

P.O.

 .

Totale ore

34

35

35

 .

 

COSTITUZIONE CATTEDRE QUINQUENNIO
"INDIRIZZO GIURIDICO-ECONOMICO-AZIENDALE"

50/A

Italiano e Storia

Nella I e II classe di un corso

14 ore

50/A

Lingua e Lettere italiane, Storia

Nella III, IV e V classe di un corso

15 ore

46/A

Prima Lingua straniera

Nella I, Il, III, IV e V classe di un corso

15 ore

46/A

Seconda Lingua straniera

Nella I, II, III, IV eV classe di un corso

17 ore

47/A
o
48/A

Matematica e Laboratorio

Nella I e II classe di un corso e in altra I o II classe

1 5 ore

48/A

Matematica e Laboratorio

Nella III, IV e V classe di un corso e
in una classe di altro corso

15 o 14 ore

13/A
o
60/A
o
38/A

Scienza della materia e
Laboratorio

Nella I e II classe di due corsi

16 ore

60/A

Scienze della natura

Nella I e II classe di tre corsi

18 ore

19/A

Diritto ed Economia

Nella I e II classe di quattro corsi

16 ore

19/A

Diritto, Economia politica
Scienza delle finanze

Nella III, IV e V classe di un corso

17 ore

17/A

Economia aziendale e Laboratorio

1) Nella I, II e IV classe di un corso
2) Nella III e V classe di un corso

14 ore
16 ore

75/A

Trattamento testi e dati

Nella I e II classe di tre corsi

18 ore

39/A

Geografia economica

Nella III, IV e V classe di due corsi

16 ore

 

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA BIENNIO

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Le finalità, gli obiettivi e i contenuti vengono presentati distinguendo i tre settori istituzionali delle abilità linguistiche, della riflessione sulla lingua e dell'educazione letteraria. Tale partizione e l'ordine che ne consegue non costituiscono indicazione di priorità intrinseca o di sequenza nella prassi didattica, la quale deve invece attuare una forte circolarità e una chiara interconnessione tra le attività di ciascun settore.

FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO

Finalità specifiche del biennio sono:

a.                             nel settore delle abilità linguistiche:

  1.             l'acquisizione della capacità di usare la lingua nella ricezione e nella produzione, orali e scritte, in maniera sufficientemente articolata, in relazione agli scopi e alle situazioni comunicative, e secondo una dimensione propriamente «testuale» ;

2.                         l'acquisizione, in particolare, dell'abitudine alla lettura, come mezzo insostituibile per accedere a più vasti campi del sapere, per soddisfare nuove personali esigenze di cultura, per la maturazione delle capacità di riflessione e per la maggiore partecipazione alla realtà sociale;

b.                             nel settore della riflessione sulla lingua:

  1.             l'acquisizione di una conoscenza riflessa più sicura e complessiva dei processi comunicativi e della natura e del funzionamento del sistema della lingua, allo scopo sia di rendere più consapevole il proprio uso linguistico sia di cogliere i rapporti tra la lingua, il pensiero e il comportamento umano, sia di riconoscere nella lingua le testimonianze delle vicende storiche e culturali;

4.                         l'acquisizione di un metodo più rigoroso anche nell'analisi della lingua, in analogia con le esperienze che si compiono in altri campi disciplinari;

c.                             nel settore dell'educazione letteraria:

5.                           la maturazione, attraverso l'accostamento a testi di vario genere e significato e l'esperienza di analisi dirette condotte su di essi, di un interesse più specifico per le opere letterarie, che poni alla « scoperta» della letteratura come rappresentazione di sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno possa riconoscersi e luogo in cui anche i gruppi sociali inscrivano e riconoscano le loro esperienze, aspirazioni e concezioni.

L'insegnamento dell'italiano si colloca nel quadro più ampio dell'educazione linguistica, la quale coinvolge tutti i linguaggi, verbali e non verbali, e impegna tutte le discipline. La connessione fra i diversi linguaggi e la varietà dei contenuti e delle situazioni di apprendimento, a cui la pratica dei linguaggi va collegata, costituiscono punti di riferimento obbligati in ogni fase del percorso formativo.
In particolare la lingua primaria, come strumento fondamentale per l'elaborazione e l'espressione del pensiero, per l'ampliamento dell'intero patrimonio personale di esperienze e di cultura, si offre come terreno di intervento diretto per tutti gli insegnamenti.
In tale contesto, l'insegnamento dell'italiano assume come oggetto specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizioni culturali i processi di produzione e comprensione in questa lingua, facendosi speciale carico di farne emergere la varietà di caratteri e di funzioni. In tale azione esso trova particolari attinenze con gli altri insegnamenti linguistici.

Si segnala che la civiltà contemporanea ha accresciuto il suo interesse per il linguaggio, dei quale vengono messi sempre più in evidenza le connessioni con i processi di sviluppo cognitivo, con il formarsi di una coscienza etnica e culturale nonché il nesso indissolubile con i contenuti del sapere. Il linguaggio stesso e in special modo la lingua umana, diventano perciò oggetto centrale di osservazione riflessa, anche in funzioni propedeutica nei riguardi di altre direzioni di studio, come quelle della logica e della matematica.
L'osservazione della lingua si riconosce oggi percorso obbligato anche per l'approccio ai testi letterari, nei quali il mezzo linguistico esprime ai massimo le sue potenzialità.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Gli obiettivi, indicati secondo i settori istituzionali della disciplina si riferiscono a capacità che lo studente deve dimostrare di avere acquisito al termine del biennio.

Abilità linguistiche

  • Comunicazione orale

  1. Ricezione (ascolto)

 

Lo studente, superando il livello della comprensione globale e generica dei discorsi altrui, deve saper:

 

  1. individuare nel discorso altrui i nuclei collaterali e l'organizzazione testuale, specialmente nelle esposizioni argomentate;

  2. evincere con chiarezza il punto di vista e le finalità dell'emittente.

  1. Produzione (parlato)

 

Lo studente, superando il livello dell'esposizione casualmente sequenziale e indifferenziata, deve saper:

 

  1. pianificare e organizzare il proprio discorso, tenendo conto delle caratteristiche del destinatario, delle diverse situazioni comunicative, delle diverse finalità del messaggio e del tempo disponibile;

  2. regolare con consapevolezza il registro linguistico (usi formali e informali ), i tratti prosodici (intonazione, volume di voce, ritmo) e gli elementi che conferiscono efficacia al discorso.

Gli obiettivi indicati riguardano anche la comunicazione a distanza attraverso mezzi fonici e fonicovisivi, nella quale l'uso orale ha assunto aspetti particolari e svolge funzioni culturali e sociali nuove.

  • Lettura

Nella pratica della lettura, tenuto conto delle diverse modalità e funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi.

Nella lettura silenziosa lo studente deve saper:

 

  1. compiere letture diversificate, nel metodo e nei tempi; in rapporto a scopi diversi, quali la ricerca di atti e informazioni. la sommaria esplorazione, la comprensione globale, la comprensione approfondita, l'uso del testo per le attività di studio;

  2. condurre l'analisi e l'interpretazione dei testi, sapendo:

 

6.1

individuare le strutture e le convenzioni proprie dei diversi tipi di testo,

 

6.2

usare le proprie conoscenze per compiere inferenze,

 

6.3

integrare le informazioni del testo con quelle fomite da altre fonti.

Nella lettura a voce lo studente deve saper:

 

  1. rendere l'esecuzione funzionale alla situazione, regolando gli aspetti fonici, prosodici e di direzione comunicativa.

  • Scrittura

Nella pratica della scrittura lo studente deve raggiungere:

 

  1. una adeguata consapevolezza e capacità di controllo delle differenze tra formulazione orale e formulazione scritta del pensiero con particolare riferimento ai rapporti tra fatti prosodici e punteggiatura, tra sintassi ellittica e sintassi esplicita, tra lessico comune e lessico preciso o tecnico;

  2. la capacità di realizzare forme di scrittura diverse in rapporto all'uso, alle funzioni e alle situazioni comunicative, distinguendo tra scritture più strumentali e di uso personale e scritture di più ampia diffusione e di diversa funzione, che richiedono più attenta pianificazione;

  3. la consapevolezza della flessibilità del progetto di scrittura e la conseguente capacità di modificarlo quando occorra;

  4. la capacità di utilizzare intelligentemente e correttamente informazioni, stimoli e modelli di scrittura, ricavati da altri testi.

Riflessioni sulla lingua

Gli obiettivi della riflessione sulla lingua si rapportano a finalità sia applicative, sia cognitive. Lo studente deve saper:

 

  1. analizzare con metodi di adeguato rigore scientifico la lingua, sapendo collegare i fenomeni dei vari livelli del sistema e istituendo confronti tra alcuni elementi fondamentali della lingua italiana e quelli di altre lingue studiate o note, compresi i dialetti;

  2. riconoscere la diversa utilizzazione che hanno le stesse strutture linguistiche in diversi tipi di testo;

  3. cogliere l'interrelazione tra i contenuti del pensiero e le forme linguistiche;

  4. istituire rapporti tra l'ambito delle lingue verbali, i linguaggi formalizzati, quali quelli della matematica, della logica e delle tecnologie dell'informazione, e le realizzazioni nei linguaggi visivi;

  5. cogliere il rapporto tra le tradizioni linguistiche, le tradizioni culturali e le vicende della società, rilevando gli aspetti della storicità della lingua e della varietà linguistica nello spazio geografico.

Educazione letteraria

Lo studente deve saper:

 

  1. riconoscere gli aspetti formali del testo letterario nelle sue varie realizzazioni, rilevando le funzioni che in esso assumono l'ordine interno di costruzione, le scelte linguistiche e, in particolare nella poesia, i tratti ritmici e prosodici e la stessa configurazione grafica;

  2. cogliere in termini essenziali, attraverso elementi del linguaggio e riferimenti di contenuto, il rapporto tra l'opera letteraria e il contesto culturale e storico generale in cui essa si situa;

  3. fornire, sulla base degli elementi testuali e contestuali rilevati un'interpretazione complessiva e metodologicamente fondata del testo;

  4. formulare giudizi motivati che esplicitino il rapporto tra il messaggio e l'esperienza culturale e la sensibilità estetica del lettore.

ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI

Abilità linguistiche

Lo sviluppo delle abilità linguistiche trova i suoi contenuti nelle specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla base di motivazioni e spunti concreti.

Per la ricezione e la produzione orale tali attività sono:

Per la lettura i contenuti fanno riferimento sia all'ulteriore necessario sviluppo dell'abilità specifica, sia al soddisfacimento dei bisogni di cultura e di partecipazione alla vita sociale presenti nello studente. Le attività di analisi e comprensione dei testi devono:

Per la scelta e le attività riguardanti i testi propriamente letterari si rinvia a quanto è detto nel paragrafo sull'educazione letteraria.

Per la scrittura le attività consistono nella produzione di vari tipi di testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e alle finalità che la scrittura trova nella vita reale e che possono essere così indicate:

Sono altresì contenuto specifico della didattica e della scrittura, per ogni forma da praticare, tutti gli aspetti, le fasi e le tecniche del processo di composizione, riguardanti l'ideazione, l'ordine di costruzione e la graduale definizione formale del testo (articolazione, correttezza e registro della lingua, ampiezza, impostazione grafica) in rapporto alla sua funzione e destinazione, nonché al tempo di elaborazione.

Le varie forme di produzione scritta vanno il più possibile riferite alle attività scolastiche, affinché tale pratica non abbia puro carattere di esercizio fine a se stesso.

Riflessione sulla lingua

I contenuti della riflessione sono dati dalla materia relativa ai processi comunicazione e al funzionamento del sistema della lingua. Tale quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora acquistare decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i principali nuclei tematici. Diventano argomenti di particolare o nuova trattazione:

Educazione letteraria

L'educazione letteraria trova i suoi contenuti nella diretta lettura ed analisi dei testi letterari, affiancata da una conoscenza essenziale delle istituzioni (modelli tematici e formali, procedimenti retorici, circuiti sociali e culturali) che ne regolano la produzione e da iniziali esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi di tali testi permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e offre occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche generali.

La scelta dei testi deve tener conto sia degli interessi e delle motivazioni culturali degli studenti, sia di obiettivi più ampi e organici dell'educazione letteraria, dei quali si fa interprete il docente in base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve proporre un orizzonte abbastanza largo di cultura, senza pregiudiziali restrizioni di tempo, di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei seguenti criteri:

La lettura di opere intere costituisce scopo fondamentale dell'educazione letteraria. Quanto alla loro dimensione, la scelta deve essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura collettiva e guidata di almeno un'opera narrativa intera, sia la lettura più rapida e individuale di altre opere. Circa i loro requisiti di qualità, si deve tenere responsabilmente conto dei seguenti criteri, che sono tra loro interconnessi:

Si pone altresì l'esigenza di accostare lo studente anche alle espressioni letterarie di maggior rilievo per valore artistico e per il contributo dato al patrimonio di memorie e di figure simboliche della collettività. In tale ambito, la lettura dei «Promessi Sposi» è tradizionalmente presente in questa fascia scolastica per il ruolo svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana moderna e per ragioni di prima accessibilità della forma e di varietà e ricchezza di temi. La lettura di questa,
come di altre opere di particolare ampiezza e complessità, non va condotta né in modo estensivo e globale (tanto meno per riassunti) per giungere ad un generico inquadramento di contenuto, né perseguendo il disegno di una piena contestualizzazione storico-culturale, obiettivo proprio di una fase più matura: tale lettura deve seguire opportuna mente itinerari selettivi che mettano in evidenza aspetti significativi dell'opera e integrarsi nelle altre esperienze di lettura e di educazione
letteraria proprie del biennio.

INDICAZIONI DIDATTICHE

L'azione educativa da svolgere nel biennio, in ciascuno dei tre settori in cui si articola la disciplina, costituisce una coerente continuazione di quella svolta nei precedenti gradi scolastici: essa ripropone in un nuovo ciclo gli stessi percorsi fondamentali della disciplina, con lo scopo non solo di consolidare i risultati già conseguiti dagli studenti, ma di far loro raggiungere livelli chiaramente più avanzati, in relazione alle accresciute capacità e ai maggiori bisogni della loro età.

Per il raggiungimento degli obiettivi indicati si richiede in ogni caso che preliminarmente si compia la verifica dei livelli di partenza nei vari ambiti di attività, rilevando in particolare quali abitudini linguistiche il singolo studente abbia rilevato dal suo contesto socio-culturale e quale grado di competenza abbia raggiunto nella comprensione e nella produzione dei testi e nelle conoscenze metalinguistiche.

Considerata la collocazione dell'insegnamento dell'Italiano nel quadro più ampio dell'educazione linguistica e la trasversalità che questa assume nell'intero processo formativo e di istruzione, in sede di programmazione collegiale, vanno stabiliti concreti collegamenti con tutte le discipline, in termini di obiettivi comuni e di procedimenti operativi, per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze relative al linguaggio. Intese particolari vanno instaurate tra l'insegnamento dell'Italiano e quello delle altre discipline linguistiche per gli obiettivi di apprendimento, i contenuti e i metodi che ne accomunano la didattica.
Per quanto riguarda la distribuzione della materia nei due anni, si segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti: spetta alla programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari seguire per garantire la gradualità, l'organicità e la produttività dell'azione didattica. Spetta parimenti al docente stabilire raccordi e connessioni tra singole attività, per evitarne la rigida separazione e per non frammentare gli apprendimenti.

Abilità linguistiche

Tutte le attività per lo sviluppo delle abilità linguistiche, sia orali che scritte, vanno specificamente previste e programmate. A tale scopo vanno pienamente utilizzate l'interazione comunicativa in classe e le attività di studio, in quanto occasioni concrete per un esercizio finalizzato delle abilità.

Riguardo alla comunicazione orale, è necessario che il docente faccia emergere l'importanza che in questa hanno i vari fattori situazionali, facendone oggetto di osservazione e guidando i comportamenti degli studenti nelle diverse forme di scambio comunicativo. Tutti i componenti della classe vanno coinvolti in tali scambi. É particolarmente importante utilizzare la cosiddetta «interrogazione» innanzitutto come occasione per l'esercizio dell'esposizione orale, distinguendo perciò tale aspetto dal fine della valutazione.

Si richiama l'attenzione sul fatto che, nell'uso orale, il comportamento comunicativo e linguistico tenuto dai docenti nello svolgimento delle attività didattiche costituisce la fonte e il modello più diretto per gli studenti.

Nella pratica della lettura è essenziale attivare le diverse strategie e modalità, alternandole e sottolineandone i diversi caratteri, e accertarsi che lo studente acquisisca la capacità autonoma di applicare tali modalità alle diverse tipologie dei testi e alle finalità della lettura.

Si segnala che è particolarmente utile avviare gli studenti a frequentare strutture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e simili) che favoriscono la lettura come attività autonoma e permettono anche di soddisfare interessi personali.

Per quanto riguarda la scrittura si sottolinea che le tecniche di produzione sono oggetto di insegnamento esplicito e che pertanto occorre mettere al centro dell'attenzione didattica il complesso di fasi e di operazioni attraverso le quali il testo prende forma definitiva e adeguata
agli scopi comunicativi. Anche la correzione dei testi prodotti va considerata come parte del processo di addestramento alla scrittura e a tal fine lo studente deve essere educato altresì all'autocorrezione.

Ai finì della valutazione vanno considerati tutti gli aspetti del processo di scrittura sopra indicati e perciò negli elaborati vanno verificate sia la presenza di informazioni, conoscenze ed elaborazioni personali, sia la correttezza formale, sia la rispondenza alle istruzioni compositive impartite.

Riflessione sulla lingua

La riflessione sulla lingua, nelle sue molteplici direzioni, non va concepita a finì meramente normativi o sussidiari all'uso, ma va invece rivalutata come fondamentale forma di indagine sul rapporto tra i contenuti di pensiero e le forme linguistiche e sulla realtà della comunicazione. Tale attività deve ora mettere a frutto le maggiori capacità di astrazione e le potenzialità di pensiero ipotetico deduttivo dello studente perché l'analisi della lingua sia anche sede e occasione per accostarsi a problemi più generali riguardanti i processi di conoscenza e di simbolizzazione affrontati in altri campi disciplinari.

Sotto il profilo del metodo è necessario porre come oggetto concreto di osservazione il sistema linguistico, attraverso itinerari ordinati e collegamenti con l'uso, evitando il prelevare di esposizioni di teorie e l'assunzione rigida di un unico modello.
É indispensabile altresì confrontare e raccordare metodi e terminologie con quanto si apprende nella scuola media e nell'insegnamento delle altre lingue.

Educazione letteraria

La lettura e l'interpretazione dei testi letterari si fondano prioritariamente sull'analisi diretta delle forme del testo. Bisogna pertanto educare lo studente a cogliere una parte essenziale del significato del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi diversi livelli e gli altri
aspetti formali. Nel condurre tale analisi sono da evitare sia l'esposizione di teorie fine a se stessa, sia gli eccessi di tecnicismo che la condurrebbero ad operazione meccanica.

É altresì necessario collocare l'opera nei suo contesto, ossia «storicizzarla», senza tuttavia ricorrere ad inquadramenti storiografici ingombranti. Partendo dai segnali interni all'opera stessa, vanno introdotti riferimenti alla personalità e ad altre opere dell'autore e sviluppati essenziali confronti con altre testimonianze coeve e di altra epoca, nonché con la cultura e le esperienze proprie del lettore e del suo tempo.

Per le opere in traduzione risulta molto utile mettere a confronto diverse traduzioni di uno stesso originale, specialmente se questo è in una lingua nota allo studente.

L'esperienza sui testi letterari si avvantaggia e si arricchisce notevolmente tramite opportuni collegamenti e raffronti con manifestazioni artistiche di altro tipo, quali quelle figurative musicali e filmiche: vengono così in evidenza le analogie e differenze e i reciproci apponi di forme, temi e rappresentazioni simboliche.

 

LINGUA E LETTERE ITALIANE TRIENNIO

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FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO

L'insegnamento di lingua e letteratura italiana nel triennio ha il compito di promuovere:

  • per quanto riguarda l'educazione linguistica:

 

  1. il potenziamento delle capacità comunicative orali e scritte riferite sia agli ;usi e ai testi propri dell'ambito professionale, sia più in generale alla vita sociale e alla maturazione personale

 

  1. l'attitudine all'autoformazione permanente, attraverso la capacità di apprendere in modo autonomo;

  • per quanto riguarda l'educazione letteraria:

 

  1. il gusto e la curiosità di allargare il campo delle letture letterarie in ogni direzione;

 

  1. la disposizione a fruire del testo letterario a diversi livelli: informativo (l'opera come veicolo di conoscenze), emotivo e cognitivo (educazione dell'immaginario, letteratura come sperimentazione di realtà possibili), estetico (apprezzamento delle qualità formali del testo);

 

  1. la capacità di storicizzare il testo letterario inserendolo in una rete di relazioni orizzontali (rapporti fra culture coeve) e verticali (rapporti di continuità e di innovazione che sostanziano la tradizione e la memoria letteraria) ;

 

  1. l'attitudine a misurarsi con la complessità di tali relazioni e con la variabilità degli approcci storici e critici, nella consapevolezza che nessuno schema interpretativo univoco può essere considerato esauriente;

 

  1. il possesso di un orientamento storico letterario generale, che consenta di inquadrare, anche sommariamente, autori, movimenti, epoche.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Al termine del triennio l'alunno dovrà dimostrare di sapere: