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Albalonga
"Sull'orlo del cratere spento che oggi, riempito di un'acqua limpida, è divenuto il lago di Albano di cinque o sei miglia di circonferenza, così profondamente chiuso entro rocce di lava, era situata Alba, la madre di Roma, distrutta dalla politica romana fin dal tempo dei primi re". (cap. I)
Albalonga La tradizione, confermata dall'archeologia, vuole che il nome della città di Albano sia derivato direttamente da quello di Albalonga. Infatti anche gli antichi romani chiamavano questo territorio albanum e lo ritenevano luogo sacro, dove un giorno sorgeva appunto la mitica Albalonga. A ragione quindi la città può fregiarsi del titolo di "madre di Roma". Lo stemma municipale rappresenta "la scrofa bianca con i trenta porcellini" che nell'Eneide di Virgilio apparve ad Enea per indicargli il luogo dove avrebbe terminato il suo lungo viaggio e dato inizio con la sua gente alla futura grandezza di Roma. Nel territorio di Albano sono stati rinvenuti importanti reperti dell'antica Civiltà Laziale (X-VII sec. a.C.), oggi custoditi nel Museo Civico della città.
        Secondo Franca Zanelli Quarantini: "Albalonga sorgeva tra Castel Gandolfo e Grottaferrata, dunque a nord-ovest rispetto al lago di Albano; Stendhal. invece la colloca sulle sponde del lago e nella porzione di territorio compreso tra il Monte cavo e l'attuale Albano, seguendo un'opinione diffusa nel primo ottocento secondo la quale Albalonga sorgeva sul ciglio meridionale del lago Albano, tra l'attuale convento dei Cappuccini e quello di Palazzola…che si trovano rispettivamente a sud e a sud-est del lago".