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Albano nel Cinquecento
Dopo la parentesi medievale, dominata dalla Casata dei Savelli, numerosi palazzi furono costruiti dal Rinascimento in poi dalle famiglie patrizie romane, che trascorrevano in questi luoghi gli ozi estivi. Proprio verso il XVI secolo comincia quello sviluppo urbanistico di piazze, strade e palazzi patrizi che diedero l'attuale assetto al centro storico e di cui il quartiere San Paolo è un esempio tipico, con il suggestivo tridente barocco che, dal sagrato della Chiesa di San Gaspare del Bufalo, conduce lo sguardo fino al mare. Con l'acquisto da parte della Camera Apostolica dei possedimenti dei Savelli, Albano seguì le vicissitudini delle cittadine laziali facenti parte del Regno Pontificio.
Albano nell'Ottocento
Nel corso del '700 e dell' '800 Albano divenne meta obbligata del "Grand Tour": poeti, letterati, storici e pittori venivano a ritrarre le attrattive della campagna romana (e delle sue abitanti!: era di Albano la modella più ritratta di quel periodo, la bellissima, casta e sfortunata Vittoria Caldoni, immortalata in centinaia di tele e disegni da moltissimi artisti). Due episodi dolorosi funestarono la tranquilla vita della cittadina di artigiani e contadini, che producevano il rinomato vino dei Castelli: il terremoto del maggio 1829 e l'epidemia di colera del 1867, di cui rimane memoria nel " cimitero del colera o degli appestati", adiacente alla chiesa della Stella.

Immagine di Albano