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Fabrizio Colonna
"Il sole spuntava appena sull'orizzonte quando un migliaio di uomini più o meno, appartenenti alla fazione degli Orsini e provenienti da Valmontone, entrarono nella foresta e passarono a circa trecento passi dai partigiani di Fabrizio Colonna, ai quali egli aveva ordinato di coricarsi a terra bocconi […] Quando Fabrizio Colonna vide i suoi soldati e i suoi partigiani appostati ciascuno dietro un albero, ben risoluto ad agire, partì al galoppo coi suoi uomini a cavallo tra i quali si notava Giulio" (cap. III)
Fabrizio Colonna nasce nel 1460, figlio di Odoardo duca dei Marsi della linea principale di casa Colonna. Destinato alla vita ecclesiastica, a questa preferì quella delle armi fuggendo di casa per prender parte alla guerra di Otranto contro i Turchi (1481).
        Insieme con gli altri Colonna lottò per lunghi anni contro gli Orsini.
        Quando Carlo VIII discese in Italia, si mise al suo servizio; tuttavia di lì a poco passò dalla parte di Ferdinando II d'Aragona, contribuendo alla completa cacciata dei Francesi dal regno (1495).
        Federico d'Aragona, successore di Ferdinando, nel 1497 assegnò a Fabrizio il dominio di Tagliacozzo, della baronia di Roveto e di altre numerose terre, oltre a concedergli un cospicuo assegno annuo. Due anni dopo lo nominava condottiero d'armi del regno.
        Ritornati i Francesi alla conquista del Napoletano nel 1501. Fabrizio difese con onore Capua, ma fu fatto prigioniero. Ottenuta la libertà si pose al servizio della Spagna.
        Combatté con perizia e bravura a Cerignola e al Garigliano (1503) e vinse i Francesi a Pontecorvo (1504).
        Nel 1511 sottoscrisse per sé, per Prospero e tutti i Colonna la cosiddetta "pace romana" conchiusa con gli Orsini per la mediazione di papa Giulio II.
        Scoppiata la guerra della Lega Santa, e nominato da Ferdinando II il Cattolico governatore e luogotenente generale di tutte le forze spagnole operanti in Italia combatté a Ravenna come luogotenente di Raimondo di Cardona, e vi fu ferito e fatto prigioniero dalle truppe di Alfonso I d'Este, che lo rilasciò senza riscatto (1512). In compenso Fabrizio cercò di favorire la riconciliazione del papa con l'Estense.
        Nel 1520 Fabrizio moriva. La fama militare di Fabrizio indusse il Machiavelli a farne uno dei principali interlocutori nei suoi dialoghi sull'arte della guerra.

P.S. Non risulta che Fabrizio Colonna abbia avuto, come racconta Stendhal, un figlio primogenito di nome Ottavio (Badessa, cap. VI). La storia ci dice che Fabrizio Colonna dalla moglie Agnesina dei Montefeltro (duchi d'Urbino) ebbe FEDERICO (morto nel 1516, quindi prima del padre), ASCANIO, suo unico erede, e VITTORIA, marchesa di Pescara.