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La Foresta della Faiola
"La foresta della Faiola, i cui alberi giganteschi ricoprono un antico vulcano, fu l'ultimo teatro delle imprese di Marco Sciarra. Tutti i viaggiatori vi diranno che è il posto più bello di quella stupenda campagna romana, il cui fosco aspetto sembra fatto apposta per la tragedia. Essa incorona con la sua nera verdura le vette del monte Albano."
        "La foresta della Faiola domina la strada di Napoli che passa per Albano, e perciò era da un pezzo il quartiere generale d'un governo in guerra con quello di Sua Santità. Parecchie volte Roma fu costretta a trattare da potenza a potenza con Marco Sciarra, uno dei re della foresta. La forza di questi briganti era nell'amore che avevan per loro i contadini dei dintorni."
(cap. II)
La Faggiola è detta oggi "Macchia della faiola" e ricopre le pendici del Maschio delle Faete e del Monte Cavo. Ai tempi di Stendhal la route de Naples prevedeva tra le prime stazioni di posta Albano, qundi Genzano, sul lago di Nemi, quindi Velletri …. Rispetto a tale percorso la Faggiola si trova ad est, visibile ma non, come dice S., "sur la route".[…] Contrariamente a quel che dice Stendhal, la macchia della Faggiola non si estende fino alla città di Albano, il cui bosco circostante è detto - dal nome del convento che la sovrasta - "bosco dei cappuccini".  (cfr. Franca Zanelli Quarantini, curatrice dell'edizione Einaudi, 1993)