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Gregorio XIII
"Nel 1572, che fu l'anno del processo, Gregorio Tredicesimo, Boncompagni, salì il soglio di Pietro. Questo santo pontefice riuniva in sé tutte le virtù apostoliche; ma si è potuta rimproverare qualche debolezza al suo governo civile: egli non seppe né scegliere giudici onesti, né reprimere il brigantaggio; s'affliggeva dei delitti e non aveva la forza di punirli. Gli sembrava che infliggendo la pena di morte si sarebbe assunto una tremenda responsabilità. Il risultato di questo modo di pensare fu che un numero quasi infinito di briganti popolò le strade che menano alla città eterna".  (cap. I)
        "Il buon Papa Gregorio tredicesimo, mosso a pietà per l'anima di un brigante chiamato Giulio Branciforte, che un giorno aveva tentato di violare il loro monastero, aveva voluto, nel venire a conoscenza della sua morte, revocare la sentenza che lo dichiarava sacrilego, ben persuaso che sotto il peso di tale condanna egli non sarebbe mai potuto uscire dal purgatorio"  (cap. VI)
        "Il 9 settembre 1573 Gregorio tredicesimo ordinò che il processo fosse fatto in tutta fretta e col massimo rigore […] Ma il papa Gregorio tredicesimo venne a morire nel 1585, e con la sede vacante incominciò il regno del disordine […] Già da sei mesi Fabrizio Colonna, prevedendo la prossima morte di Gregorio tredicesimo, formava grandi progetti per l'interregno […]" (cap. VII)
UGO BONCOMPAGNI (1502-1585; Pontificato 1572-1885) nacque a Bologna nel gennaio 1502 da famiglia della borghesia bolognese. Studiò giurisprudenza nella città natale conseguendo il dottorato nel 1530 e insegnandovi dal 1531 al 1539; fu ordinato sacerdote all'età di quarant'anni.
        Dopo aver rinunciato alla cattedra, si recò a Roma, entrando al servizio del cardinale Parisio. Paolo III lo creò senatore del Campidoglio; prese parte ai lavori del Concilio di Trento come esperto di diritto canonico. Nel 1558 fu nominato vescovo di Vieste. Governò la diocesi per due anni.
        Pio IV, con bolla del 12 marzo 1565, gli offrì il cappello cardinalizio e, al termine del Concilio, lo volle a Roma, nominandolo Assistente di Cappella ed assegnandolo come compagno di San Carlo Borromeo.
        Alla morte di Pio V, fu eletto papa il 14 maggio 1572. Scelse di chiamarsi GREGORIO XIII.
        Il suo papato fu di notevole importanza per l'avviata Riforma cattolica; governò con molta indipendenza curando personalmente tutti gli affari importanti. La grandiosità dei suoi intenti portò tuttavia a uno sbilancio delle finanze pontificie, che non fu risolto neanche con l'incameramento di parecchi feudi e possedimenti nobiliari. Tali misure suscitarono molto malcontento nelle classi colpite e contribuirono al diffondersi della piaga del brigantaggio, alimentato in parte anche dagli Stati vicini, ostili alla politica autoritaria del pontefice.
        Rifiutò la pratica, allora assai diffusa, del "nepotismo": unica eccezione fu nei confronti del figlio Giacomo, avuto da laico e poi da lui riconosciuto, che nominò Castellano di Castel sant'Angelo e nel 1573 Capitano delle truppe pontificie.
        L'evento che rappresentò il culmine del suo pontificato fu l'XI Giubileo indetto il 10 maggio 1574 con la Bolla "Dominus ac Redemptor noster". Il papa, per l'occasione, proibì il carnevale e ogni altro gioco, diede lo sfratto alle donne di mala vita, fissò un listino del giusto prezzo dei viveri e degli alloggi, stabilì rigorose pene per chi avesse recato danno od oltraggio ai pellegrini, vietò ai padroni di casa ogni aumento di pigione. Durante questo Giubileo venne fissata una norma che aggiungeva al viaggio dei pellegrini la visita alle tombe dei Santissimi Apostoli. Il papa, da parte sua, nel corso dell'anno fece a più riprese la visita alle quattro basiliche a piedi scalzi.
        Durante l'Anno Santo confluirono a Roma circa 350.000 persone da tutta l'Europa. Giunsero pellegrini anche dall'Arabia, dall'Etiopia, dall'Armenia; le principali nazionalità europee provvedettero ad erigere in Roma ospizi per i loro pellegrini, affidandoli ad una Confraternita. Nacquero così, ad esempio, santa Maria dell'Anima per i tedeschi, san Giuliano per quelli dei Paesi bassi, santa Maria di Monserrato e san Giacomo in piazza Navona per gli spagnoli, san Luigi per i francesi. Le Confraternite furono la novità del Giubileo del 1575 dando un notevole incremento alla religiosità popolare. Il Giubileo fu un'occasione per beneficare gli istituti d'educazione, ospedali, Monti di Pietà; per riscattare, con somme di denaro, i cristiani fatti schiavi dai musulmani.
        Tra i provvedimenti in campo religioso emanati da Gregorio XIII va ricordata la cosiddetta 'predica coattiva' che obbligava gli ebrei ad ascoltare prediche che avrebbero dovuto indurli alla conversione; emanò in proposito due Bolle, nel 1577 e nel 1584.
        Gregorio XIII si dedicò anche all'arte e all'edilizia artistica. Fondò a Roma l'Accademia Musicale di Santa Cecilia, e sempre nella capitale iniziò la costruzione del palazzo del Quirinale con l'intervento di vari architetti.
        In politica estera merita particolare importanza la completa riorganizzazione delle Nunziature, facendone veri centri propulsori della Riforma cattolica. Si circondò di Gesuiti, Cappuccini, Teatini:in particolare beneficò i Gesuiti, favorendo gli studi ecclesiastici, consapevole che la Riforma non poteva essere attuata se non attraverso un clero colto e ben preparato.
        Fece costruire dall'Ammannati il Collegio Romano nell'omonima piazza tutt'ora esistente, divenuto poi con altre istituzioni culturali, l'Università in suo onore, denominata, per l'appunto, Gregoriana; egli stesso l'inaugurò il 25 ottobre 1584. Grazie alla sua azione di promozione degli studi romani si installarono in Roma i Collegi Germanico, Ungarico, Inglese, Irlandese, Maronita, Greco. Dagli studenti, formati nei vari collegi romani, il papa si aspettava la diffusione della riforma tridentina in tutta la cristianità. Accanto al Collegio Romano venne istituito l'Osservatorio Astronomico ad esso adiacente, nel 1583. Nella vasta opera di Riforma rientrò anche la revisione, pubblicata nel 1582, della raccolta di diritto canonico, che da allora prese il nome di Corpus Juris Canonici. Papa Gregorio XIII morì nel 1585.

Vita in campagna