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Convento di Palazzolo
"[Giulio Bianciforte] abitava una casupola costruita sulla montagna, a un quarto di lega dalla città, in mezzo alle rovine dell'antica Alba e sul ciglio di quel precipizio alto centocinquanta piedi, tappezzato di verdura, che circonda il lago. La casa, vicinissima alle cupe e magnifiche ombre della foresta della Faiola, fu poi abbattuta per la costruzione del convento di Palazzolo…" (Cap. II)
Il nome "Palazzolo" o "Palazzola" deriva probabilmente dal latino "palatiolus" (piccolo palazzo).
        Sul luogo anticamente sorgeva una villa romana, sulle cui rovine furono edificati un convento e una chiesa (Santa Maria de Palatiolis) già in epoca medievale (secoli XII e XIII). con il trasferimento della sede apostolica in Avignone all'inizio del '300 e le conseguenti difficoltà economiche, il convento cadde in decadenza.
        Per un periodo il convento fu gestito dai Certosini e poi da essi affidato nel 1449 ai frati minori francescani.
        Nel 1773 iniziarono i lavori di ristrutturazione affidati al portoghese francescano Fonseca da Evora. Oltre ad un restauro generale della chiesa, fu costruito un grande muraglione per contenere un giardino pensile, venne riedificato il chiostro ed aumentati i locali del convento.
        Ai tempi di Stendhal il convento di Palazzola ospitava dunque dei francescani portoghesi.
        In seguito alla rivoluzione del Portogallo del 1910 l'abbazia di Palazzolo venne confiscata e i frati dovettero lasciare la residenza.
        Oggi il complesso di Palazzolo è sede di un collegio religioso inglese, luogo di villeggiatura e di esercizi spirituali per gli studenti. In occasione del Giubileo del 2000 il Convento e la vicina Villa Colonna (oggi detta del Cardinale e sede di un hotel-ristorante) sono stati sottoposti ad importanti restauri.

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E. Cicèri, Lac d'Albano. Litografia (1850 circa)

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